Il Centro Stile - #RaccontiamoSambonet


Dall'idea al prototipo

Un’azienda con una storia e un’identità fortemente orientate al design non può non avere, al suo interno, una struttura che si occupi dello studio per la realizzazione di nuovi modelli. È questo il lavoro del Centro Stile Sambonet, nato nel 1997 e da allora diventato “un brand all’interno del brand”. Suoi alcuni dei design più famosi dell’azienda, che hanno portato anche alla vincita di numerosi premi, tra cui il Good Design, il Red Dot e l’Interior Innovation Award. Quello che accade nei laboratori del Centro Stile è frutto di ricerca, passione e innovazione tecnologica, unita a una forte dose di creatività. Oltre alla progettazione, il Centro Stile si occupa anche del restyling dei prodotti già esistenti oltre alle personalizzazioni riservate al mondo dell’hotellerie e contract top level. 

Gianluca Marras, designer del Centro Stile, ci spiega il processo che porta dallo schizzo alla realizzazione del prototipo. “Il punto di partenza sono sempre le idee, è solo grazie al dialogo e al confronto che si arriva a un progetto vero e proprio. Il primo spunto viene dalla direzione artistica, che elabora gli input e le indicazioni strategiche del comparto marketing al fine di individuare gli elementi di partenza del progetto.” Il passo successivo è la realizzazione dello schizzo e la conseguente fase di progettazione CAD, necessaria per settare la prototipatrice, macchina di ultimissima generazione per la realizzazione dei prototipi.

L’azienda dispone di due differenti tipi di prototipatrici, che utilizzano rispettivamente il gesso e la resina. Nel primo caso una speciale colla, depositandosi sulla polvere di gesso, crea la figura tridimensionale, mentre nel secondo una speciale lampada, illuminando la resina, la solidifica. “In entrambi i casi, si può concludere la realizzazione di un cucchiaio nel giro di tre ore, mentre prima, con la lavorazione manuale in ottone, si poteva impiegare anche un mese.” – spiega Gianluca. Dopo le necessarie rifiniture manuali effettuate con la lima, il pezzo è pronto per essere sottoposto al giudizio del team e del Creative Director Paola Longoni. Se il progetto viene valutato positivamente si procede, nel caso della posateria, alla realizzazione di tutta la gamma, e nel corso di questo processo ogni più piccola modifica o avanzamento viene condiviso e approvato dalla direzione artistica.

In fase di progettazione, bisogna fare una serie di considerazioni che riguardano i limiti tecnici e le caratteristiche fisico-chimiche del materiale con cui si realizzerà il modello. L’acciaio inox, ad esempio, presenta un grado di duttilità differente da quello del gesso e della resina utilizzati per i prototipi. È per questo che, una volta che il campione viene ritenuto idoneo da un punto di vista artistico, è necessario un esame anche dal punto di vista della fattibilità tecnica. Il direttore tecnico e quello artistico hanno quindi il difficile compito di trovare un compromesso tra stile ed esigenze tecniche, ossia di verificare che i cambiamenti subiti in fase di realizzazione dal punto di vista tecnico siano nel rispetto delle caratteristiche estetiche e strategiche stabilite inizialmente in fase progettuale.

“La capacità di immaginazione e la sensibilità sono perciò caratteristiche che si apprendono nel corso degli anni” – conclude Gianluca – “il nostro team ha imparato col tempo a pensare come un’unica persona: siamo tutti in grado di seguire ogni fase del processo e, utilizzando programmi di ultimissima generazione, seguiamo corsi di aggiornamento per restare sempre al passo con le ultime novità in materia di programmazione e progettazione”. Una storia di eccellenza e di avanguardia tutta Made In Italy e un ulteriore fiore all’occhiello dell’azienda.